Autorota: in concessionaria dopo il Lock down

Ad un mese della ripartenza il nostro A.D. Curzio Rota racconta il post lockdown, dipingendo la nuova realtà, con un pensiero alla sua Bergamo… 

 

Curzio come è stata la ripartenza 

“Dopo mesi di chiusura la parte officina e assistenza sono state presa d’assalto: tagliandi, riparazioni e cambi gomme hanno riempito in pochissime ore tutte le nostre agende. Non possiamo ad oggi dire lo stesso delle vendite, senza dubbio ferme in conseguenza della situazione di incertezza economica generale. Quello che ci saremmo aspettati era un sostegno o degli incentivi da parte dello Stato, dal quale ad oggi aimé non abbiamo notizie”. 

 

Parliamo di protocollo sicurezza da AutoRota?

“Un aspetto molto importante al quale abbiamo dato fin da subito la massima importanza. I clienti che accogliamo oggi in salone trovano norme di prevenzione elevatissime: anzitutto prima della riapertura abbiamo provveduto ad una completa sanificazione degli ambienti. Ad essa si aggiunge una costante presenza di igienizzanti all’ingresso della concessionaria e in ogni ufficio, seguito dall’obbligo assoluto di mascherine. Inoltre al termine di ogni prova di un’auto provvediamo immediatamente alla sanificazione dell’abitacolo”. 

 

Quali novità si possono trovare in fatto di auto?

“Senza dubbio la novità assoluta è il restyling di Suzuki Ignis che ha dato vita ad un’autovettura completamente rivisita a livello di design, completa di tecnologia all’avanguardia e motore Hybrid, sinonimo di risparmio e rispetto dell’ambiente. Potrete ammirarla dal vivo il 21 giugno con uno speciale porte aperte. E sempre parlando di Hybrid affermiamo con piacere la presenza in concessionaria di tutta la gamma completa  Suzuki ovvero Vitara, S Cross, Swift e Ignis”. 

 

Un pensiero alla nostra città, duramente colpita da qui terribile nemico invisibile…

“Non ho molte parole in merito. Se ripenso a ciò che è accaduto provo una dolore profondo. Noi bergamaschi non lo meritavamo. Siamo gente semplice, dedita al lavoro, più concentrata sull’essere che sull’apparire. Una cosa simile, che in solo un mese ha spazzato via una generazione intera, non è e non sarà mai facile da accettare. Anche se la nostra determinazione e caparbietà non verranno meno nemmeno questa volta. Essere bergamasco è un onore. Oggi più che mai”. 


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